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Barivuud - Intervista a Toto' Onnis

23/07/2016

Barivuud - Intervista a Toto' Onnis

Il documentario che racconta l'epopea delle produzioni pugliesi

In questi giorni si sta sentendo parlare molto sui vari social di un nuovo progetto: Barivuud.
Per promuovere il progetto sono gia stati pubblicati alcuni video e in alcuni di questi possiamo notare l'attore Totò Onnis, che in quest'occasione é anche regista, che spiega come nasce l'idea e come viene sviluppata. 
 
Rimanendo molto incuriositi, abbiamo deciso di intervistare per voi Totò Onnis.
 
 
Ciao Totò, ultimamente stiamo sentendo parlare molto di questo progetto chiamato Barivuud. Chi meglio di te può spiegarci cos'è Barivuud?
 
Ciao, questo é un progetto che é in cantiere ormai da due anni. Inizialmente doveva essere una sorta di diario di viaggio tra due realtà attoriali: quella pugliese e quella del resto d'Italia. 
Pure essendo nativo pugliese, io ho sviluppato il mio lavoro al di fuori di Bari e sono rimasto sempre molto incuriosito dal successo che ottenevano le produzioni locali in Puglia, ma soprattutto dal fatto che di questo fenomeno se ne parlava anche fuori dalla Puglia. Quindi ho deciso di voler raccontare meglio questo fenomeno. Avevo cominciato a scrivere anche una sceneggiatura, dopodiché per un fatto di rapidità di produzione ma anche perché visto che il materiale era tantissimo, ho concentrato tutta la narrazione in un documentario dove insieme al giornalista Francesco Monteleone percorriamo tutta la saga delle produzioni pugliesi delle tv private. L'inizio di questa epopea, cronologicamente l'abbiamo incastonata nel 1975 quando appaiono le prime produzioni con l'Anonima G.R. , proseguendo con Toti e Tata, le Battagliere, Very Strong Family, Uccio De Santis e tutti gli altri protagonisti.
 
Quindi la panoramica del lavoro che vai ad analizzare parte dagli anni Settanta fino agli anni del Mudú di Uccio De Santis?
 
La partenza addirittura é dal Teatro, tra l'altro in questi giorni é scomparso Mario Mancini che avrebbe dovuto far parte anche lui del progetto ma purtroppo era già malato quando abbiamo cominciato a girare le prime cose. Il documentario parte dal Teatro, per citarne alcuni storici come il Teatro Purgatorio o anche il Piccolo Teatro, dopodiché le tv private vengono riconosciute come mezzo e molti di questi attori vengono assorbiti da queste realtà. Per ora io ho girato fino ad Uccio De Santis, pero poi voglio superare Uccio, e vorrei arrivare anche ad analizzare i nuovi aspetti attoriali, poiché il lavoro attoriale oggi si sta spostando anche su internet dove nascono personaggi nuovi. Il documentario lo chiuderò poi con interviste a personaggi più vicine a quest'ultima realtà.
 
A quanto abbiamo capito il lavoro é ancora incompleto, ma se dovessi prevedere una data di uscita?
 
Si il documentario é assolutamente in progress. Poi considera che arrivano continuamente suggestioni. Io già nel premontato ho sofferto tantissimo nel dover tagliare tantissima roba. Purtroppo non ne potrò fare un lavoro scientifico, perché il tempo a disposizione é quello del documentario al massimo di 80 minuti, e ti assicuro che sono pochissimi [ride], ho dovuto fare tante omissioni, molti si arrabieranno con me.
Se avessi tempo, ma sopratutto denaro, farei proprio delle robe monografiche su ognuno di loro.
Ad ogni modo i documentari hanno una vita molto strana, io posso dirti quando intendo finirlo e penso che in autunno sarà completamente girato. 
 
A valle del lavoro svolto finora, Totò Onnis come se lo é spiegato il successo delle fiction locali in Puglia?
 
Questo viene raccontato molto bene da Francesco Monteleone che é un giornalista che mi fa da spina dorsale in tutta la narrazione. C'é un fatto generazionale di attori che sono concentrati in Puglia, soprattutto in provincia di Bari, che sono molto imprenditori e molto rampanti che hanno accelerato in questa direzione. Poi chiaramente noi abbiamo raccolto una grossa eredità di Toti e Tata, che erano comunque degli outsider assoluti insieme a Gennaro Nunziante. Quando Toti e Tata si sono sciolti hanno lasciato un vuoto che é stato subito riempito da altre realtà. E tutti in qualche modo hanno cercato di ripercorrere lo stesso tipo di carriera ed alcuni forse sono riusciti anche a superarli dal punto di vista economico. Non sto parlando della qualità artistica, é proprio un discorso freddo ed economico. Perché magari hanno scelto una via più popolare rispetto a Toti e Tata che potevano avere letture trasversali di diverso tipo. 
 
Com'è oggi la situazione per le tv locali?
 
Mi rifaccio a quello che mi hanno detto i protagonisti. A loro dire ora non é più come una volta. Anche perché Telenorba, ad esempio che era una delle principali produzioni, ovvero quelle che investivano maggiormente, non stanno più producendo e quindi c é un fermo.
Io questa cosa non ho ancora avuto modo di appurarla, magari continuando a girare intervisteró proprio i produttori di Telenorba per capire cosa é successo.
 
 
Ti ringraziamo per averci concesso questa breve intervista.
Grazie a voi, un saluto a tutti gli utenti di italianartist.it

Author: Domenico S.
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