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"Omicidi in si minore"

02/11/2019

"Omicidi in si minore"

Di Davide Bottiglieri

 Il titolo ''Omicidi in si minore'' di Davide Bottiglieri fa chiaro riferimento all’opera di Liszt ( Sonata in si minore ) che l’artista compose tra il 1852 e il 1853 per Schumann quando questi era in una clinica psichiatrica. La prima persona ad ascoltare l’opera fu la moglie dello stesso Schumann che descriverà sul suo diario la propria inquietudine provata durante tutta l’esecuzione del componimento. Tale nota apre di fatto il libro che si struttura in quattro parti tratte dalla Sonata di Listz –“lento assai”, “notturno”, “allegro energico” e di nuovo “lento assai” – creando una vera e propria colonna sonora che accompagna l’intero sviluppo della trama e che continua con un “Requiem” d’introduzione alle prime pagine del sequel. Il componimento ha un’atmosfera cupa e tetra – ideale per il romanzo – tanto che alcuni commentatori l’hanno associata al mito di Faust e alla nascita di Lucifero e ha come centro tematico quello dello sdoppiamento e del dualismo, tutti ingredienti riproposti nel giallo. Il protagonista è un giovane ispettore della polizia di Cluj in piena crisi esistenziale, che guarda con orrore le nefandezze di cui si macchia il mondo che lo circonda e cerca invano conforto nelle Sacre Scritture. Le brutali leggi del Regno d’Ungheria costringono i criminali all’impiccagione senza alcun processo e l’ispettore Alecsandri avverte giorno dopo giorno il peso delle loro anime sulla sua coscienza. I passi riproposti del libro di Ezechiele confermano al protagonista la propria dannazione e anticipano di volta in volta gli eventi delle pagine successive. Già dalle prime pagine, l’ispettore si mostra al lettore ai limiti della schizofrenia, nell’incessante tentativo di tenere a bada il mostro che c’è in lui: un secondo Ljudevit Alecsandri che tenta in modo sempre più convincente di uscire e condizionare la sua vita. La quotidiana monotonia di Cluj viene d’un tratto spezzata dal prepotente ingresso in scena di un assassino seriale che mette in ginocchio la città con omicidi sempre più violenti e sofisticati, arricchiti da un puntuale messaggio lasciato al protagonista. Anche Alecsandri appare impotente e compie scelte sempre più estreme pur di arrivare alla sua preda. L’omicida tuttavia conosce il suo segreto e gioca con la mente del suo avversario al fine di far uscire il vero ispettore e istruirlo per poter iniziare uno scontro ad armi pari. Il peso della vita di ciascuna vittima, la violenza degli omicidi, la frustrazione causata da enigmi irresolubili, il rischio di una rivolta da parte della comunità ebraica, la rocambolesca fuga a Vienna, le torture subite e la traumatica esperienza all’interno del manicomio Leonardo di Noblac annientano la già fragile psiche dell’ispettore che, al pari di un nuovo Dorian Gray, si trasforma pagina dopo pagina attraverso una grottesca metamorfosi che lo allontanerà sia dalla fede che da ogni riserva morale. Al termine del libro, il lettore non saprà riconoscere il buono dal cattivo e potrà assaporare il primo capitolo del sequel “ Prove per un requiem “.

Author: Antonio P.
Tags: omicidi in si minore  davide bottiglieri  
      
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