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El Alamein - La linea del fuoco

El Alamein - La linea del fuoco

voto del pubblico:
immagine:
genere: Storico
anno 1^ pubblicazione: 2002
regia :
testi e sceneggiatura :
attori :

 El Alamein, 120 chilometri da Alessandria d'Egitto, ottobre 1942. Il fante Serra, volontario universitario originario di Palermo, è inviato sulfronte del Nordafrica dove giunge con grande spirito patriottico, venendo assegnato al 28º Reggimento fanteria "Pavia" dipendente dalla17ª Divisione fanteria "Pavia", a sua volta inquadrata nel X Corpo d'armata italiano. Egli, al pari di molti suoi connazionali in patria, è certo che la città egiziana sarà presto conquistata e che la dura campagna del deserto sarà conclusa vittoriosamente, confidando di partecipare alla sfilata trionfale che si svolgerà ad Alessandria dopo l'occupazione.

La realtà del fronte è tuttavia molto diversa da quella immaginata: il caldo è insopportabile, i soldati tutti soffrono di dissenteria, l'armamento è inadeguato, il cibo insufficiente, l'acqua è razionata e inquinata; l'artiglieria dell'8ª Armata britannica martella costantemente le posizioni italiane, lasciando un po' di respiro solo di notte. Serra prende contatto nel modo peggiore con la vita di trincea quando una salva d'artiglieria uccide il caporale che lo stava accompagnando al suo reparto, dopo essersi presentato al comandante, il tenente Fiore. In quel momento viene informato dei "tre miracoli", ossia delle tre possibilità che, secondo i superstiziosi commilitoni, ciascun soldato ha a disposizione prima di morire.

Nel periodo in cui il fronte è fermo, Serra stringe amicizia con alcuni camerati: Spagna, De Vita, il mortaista Tarozzi e soprattutto ilsergente Rizzo, un veterano veneto in guerra da due anni tutti passati al fronte, il quale, durante un pattugliamento all'interno delladepressione di Qattara, gli racconta di come sia riuscito a evadere da un campo di prigionia e tornare al fronte perché "per un soldato non è mica bello essere prigioniero". Il sergente prende in simpatia il giovane volontario e gli insegna tutti i modi possibili per sopravvivere, dato che la grande offensiva per la conquista di Alessandria, a dispetto dell'invio di un carico di lucido per scarpe spedito insieme alcavallo di Benito Mussolini (ansioso di condurre la parata della vittoria), non ci sarà: le forze mobili sono estremamente inadeguate, ilDeutsches Afrikakorps comandato dal feldmaresciallo Erwin Rommel dispone di limitate riserve di carburante e si prepara a ripiegare, i britannici ripuliscono continuamente dagli ordigni dei corridoi nei campi minati italiani, facendo presagire una controffensiva.

La disillusione si impadronisce presto di Serra. Travolto dall'orrore dopo l'inizio della decisiva battaglia di El Alamein il 23 ottobre, arriva a considerare che "a scuola ti insegnano: fortunato chi muore da eroe, ma i morti non sono né fortunati né sfortunati, sono morti e basta". La ritirata delle forze superstiti della "Pavia", della "Folgore" e dell'"Ariete" viene presentata da ottusi ufficiali come "sganciamento", in prospettiva di una nuova futura avanzata; ma i soldati si rendono conto che il fronte ormai è collassato e che sono stati lasciati indietro senza alcun mezzo di trasporto, mentre le forze tedesche e una parte di quelle italiane fugge verso ovest. Persino gli ospedali da campo sono costretti ad attendere l'arrivo degli inglesi in modo da curare meglio i feriti che non possono essere trasportati.

Dopo che gli ultimi soldati della compagnia del tenente Fiore vengono fatti prigionieri durante la notte, Rizzo e Serra rimangono ad assistere l'ufficiale nel corso di una disperata marcia a piedi, attraverso il deserto, per ricongiungersi alle grandi unità italo-tedesche; tuttavia la ferita di Fiore, subita in un precedente scontro, non è stata medicata ed egli è debilitato al punto che non riesce più a proseguire. Di comune accordo con Rizzo, obbliga Serra a mettersi in salvo a bordo di una motocicletta rinvenuta sul posto ma che non può trasportarli tutti: il giovane soldato promette loro che sarebbe tornato a prenderli e si allontana con la moto nel deserto.

      
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